Il tabù del corpo che cambia

Il corpo cambia — e meno male, dico io! Se non cambiasse, vorrebbe dire che siamo ferme… o peggio, che non siamo più vive!!!
Questa frase dovrebbe essere neutra, quasi ovvia. Invece, quando riguarda le donne — e soprattutto le donne adulte — diventa scomoda. Imbarazzante. Quasi proibita.

Il corpo cambia e la società si mette a tossire!

Per anni abbiamo lottato per accettarci così come siamo. Ma poi arrivano le rughe, la pelle che si assottiglia, i capelli che si assestano su toni più opachi, i muscoli che chiedono più fatica, il ventre che non si nasconde più.

E allora?
Allora torna il silenzio.

Anche chi si sentiva libera e forte, di colpo si ritrova a interrogarsi davanti allo specchio.
Non per vanità. Ma perché il corpo — quello che ci ha sempre accompagnate, quello con cui siamo state ragazze, amanti, madri, lavoratrici, ribelli — non è più lo stesso.
E nessuno ci aveva preparate a questo passaggio. Nessuno ce ne aveva parlato in modo vero.

Un corpo “fuori produzione”

La cultura dominante, purtroppo, è ancora tutta centrata su corpi giovani, magri, tonici, produttivi e disponibili.
La menopausa, in questa logica, è una perdita:

  • di bellezza;
  • di funzione riproduttiva;
  • di attrattiva sessuale;
  • di visibilità sociale.

Il corpo della donna in menopausa e che invecchia diventa invisibile.
Non rappresentato. Non raccontato. Non desiderabile.

E invece è un corpo vivo, che si sta riassestando, che non ha più bisogno di cicli e ovulazioni per esistere.
Un corpo che spesso chiede solo di essere ascoltato e rispettato.

La vergogna non è un sintomo. È una costruzione.

Molte donne vivono i cambiamenti fisici con disagio. Ma spesso quel disagio non nasce da loro. Nasce da fuori.

Lo sguardo sociale è scomodo come un vestito stretto:

  • “Sei gonfia?”
  • “Sei stanca ultimamente?”
  • “Hai una certa età, ormai…”

Queste frasi, dette con leggerezza o paternalismo, scavano nel corpo delle donne e lasciano solchi.  
E così impariamo a nasconderci. A ridere per sdrammatizzare. A dire che “è solo un momento”.

Ma non è solo un momento: è una trasformazione, ed è nostra!

Il corpo che cambia non deve chiedere scusa, io non devo chiedere scusa!

Aumentare di peso, sudare, perdere tono muscolare, dormire male…
Sono cose che succedono. Non perché “hai mollato”.
Ma perché il tuo corpo si sta trasformando.

Il mio girovita?
E’ lievitato un po’, come se avessi un piccolo salvagente.
E a volte ci rido sopra.
Altre volte lo guardo e lo ignoro, altre volte mi incazzo!
Altre ancora, lo ringrazio perché mi tiene a galla nel mare di Alghero!

E attenzione: non dobbiamo inseguire la trappola del “non invecchiare”!!!
L’obiettivo non è sembrare eterne ventenni!
L’obiettivo è avere un corpo che funziona, che sente, che invecchia bene — nel rispetto del suo tempo.
Questa è la vera cura.
Tutto il resto è marketing!!!!

Qual è il cambiamento fisico che ti ha fatto più effetto?

Un giorno ti sei accorta che il tuo corpo non rispondeva più allo stesso modo o che non ti guardavano più come prima?

Com’è stato?

Te lo sei detta? O hai fatto finta di niente?

Come è cambiato il tuo rapporto con il corpo negli ultimi anni?

Hai mai provato a dire ad alta voce: “Questo è il mio corpo. E va bene così”?

Io, per esempio, l’ho capito quando ho cominciato a sentirmi lievitare attorno al girovita.
All’inizio mi sono arrabbiata. Poi ho provato a riderci su. Poi ho iniziato ad ascoltarlo.
Non era grasso “di troppo”! Quel girovita in più parlava di cambiamenti interiori, di difese, di tempo che passa e di energia che si ridistribuisce!
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